Insonnia. Intermezzo.

E invece no. Il tempo non passa, le distanze non sono poi così ampie. Le parole si pronunciano da sole. E vai giù con le novità: ho incontrato gente, visto posti, assaporato gusti. E’ tutto così bello e lontano. No, non sto scappando da qualcosa o da qualcuno. No, non sarei voluta ritornare, ma dovevo. No, non mi manca nessuno. E’ strano? Forse. Si, mi sono ambientata. Si, forse ho conosciuto qualcuno. Si, forse ho conosciuto due “qualcuno”. Ho una nuova casa……. una nuova palestra……

(Solo in apparenza il tempo non passa. Tu non sei più la stessa. Mi piacevi di più. Ora sei fredda. E si stai scappando da qualcosa o da qualcuno. Ma non lo voglio sapere.)

Splende sempre il sole, anche se ad un tratto il cielo si scurisce e inizia il diluvio…

Istanbul – parte prima

Sto per sfiorare l’eresia con questa affermazione, ma i viaggi in oriente, che sia lontano o medio, non mi affascinano a pieno. Messico, Brasile e Argentina, le prossime mete. Giappone, Cina, India, prima o poi. Eppure per quella strana forza che mi spinge ad allontanarmi da luoghi che vivo quotidianamente, scendo a patti con le mie preferenze, e decido di farmi trascinare ad Istanbul per il weekend.

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Il primo impatto con la città è scandito dall’alternarsi di odori e profumi inebrianti e misteriosi, luci calde ed avvolgenti, ma soprattutto dalla accoglienza e dalla disponibilità della gente locale. Tanti i tentativi di indicarci le giuste direzioni, i luoghi più belli da visitare, le tavole calde in cui liberare la nostra curiosità gastronomica… e devo ammettere che solo grazie a tanta gentilezza quella barriera insormontabile della differenza linguistica è stata in qualche maniera abbattuta.

Istanbul trasuda storia, cultura e tradizione: Gran Bazaar, Aya Sofia, Moschea Blu e Torre di Galata, emblemi della città, mi hanno regalato la sensazione di vivere istanti in una dimensione senza tempo. Il museo di Arte Moderna, i piccoli caffè e i locali agli ultimi piani dei palazzi mi hanno proiettata in una dimensione più contemporanea e occidentale, ma sempre intima e mai pacchiana. Il giro per la parte asiatica e lungo le strade che costeggiano il Bosforo, hanno arricchito questa breve permanenza con altri momenti senza fiato grazie alla meraviglia del paesaggio e la vitalità dei vicoli del mercato.

Complesso è parlare di Istanbul e al prossimo viaggio il compito di farmi “perdere” nel fascino di una città che, dopotutto, rimane sempre il luogo in cui l’Europa incontra l’Asia..