Istanbul – parte prima

Sto per sfiorare l’eresia con questa affermazione, ma i viaggi in oriente, che sia lontano o medio, non mi affascinano a pieno. Messico, Brasile e Argentina, le prossime mete. Giappone, Cina, India, prima o poi. Eppure per quella strana forza che mi spinge ad allontanarmi da luoghi che vivo quotidianamente, scendo a patti con le mie preferenze, e decido di farmi trascinare ad Istanbul per il weekend.

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Il primo impatto con la città è scandito dall’alternarsi di odori e profumi inebrianti e misteriosi, luci calde ed avvolgenti, ma soprattutto dalla accoglienza e dalla disponibilità della gente locale. Tanti i tentativi di indicarci le giuste direzioni, i luoghi più belli da visitare, le tavole calde in cui liberare la nostra curiosità gastronomica… e devo ammettere che solo grazie a tanta gentilezza quella barriera insormontabile della differenza linguistica è stata in qualche maniera abbattuta.

Istanbul trasuda storia, cultura e tradizione: Gran Bazaar, Aya Sofia, Moschea Blu e Torre di Galata, emblemi della città, mi hanno regalato la sensazione di vivere istanti in una dimensione senza tempo. Il museo di Arte Moderna, i piccoli caffè e i locali agli ultimi piani dei palazzi mi hanno proiettata in una dimensione più contemporanea e occidentale, ma sempre intima e mai pacchiana. Il giro per la parte asiatica e lungo le strade che costeggiano il Bosforo, hanno arricchito questa breve permanenza con altri momenti senza fiato grazie alla meraviglia del paesaggio e la vitalità dei vicoli del mercato.

Complesso è parlare di Istanbul e al prossimo viaggio il compito di farmi “perdere” nel fascino di una città che, dopotutto, rimane sempre il luogo in cui l’Europa incontra l’Asia..

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Dalì: verso il sogno

h 12:15 Arrivo Palazzo Reale, Piazza Duomo 

Condizioni meteo: classico tempo milanese (pioggia sottile e nuvole grigie diffuse) aggravato da vento gelido.

h 15:00 Ingresso Mostra 

Premesse concluse, la mostra “Dalì: il sogno si avvicina” raggiunta dopo un percorso irto e accidentato, ha soddisfatto qualsiasi tipo di aspettativa. L’esposizione , incentrata  sul rapporto tra l’artista e il paesaggio, si articola in 4 diverse sezioni e affascina per la presenza di alcune “chicche”, che rendono unica l’esposizione milanese.

Partendo dalla Stanza della Memoria, dove troviamo una riproduzione della Venere di Milo con cassetti, si passa alla Stanza del Male , ipnotizzante in ogni dipinto in particolare Il volto della Guerra. Il percorso procede con la Stanza dell’Immaginario e la  Stanza dei Desideri in cui si riproduce per la prima volta la sala Mae West, che viene realizzata esattamente come ideata dallo stesso Dalì. Seguono la Stanza del Silenzio, al cui interno si trova un piccolo spazio dedicato alla proiezione di “Un chien andalou” e “L’age d’or” sceneggiati con l’amico Luis Bunuel. Ai arriva così alla Stanza del Silenzio, per poi accedere all’ultima sala dove si riproduce “Destino” cortometraggio realizzato in collaborazione con la Disney edito solo nel 2003.

Tips & Tricks: prenotare la visita direttamente su Internet, ed evitare possibilmente  il weekend. Spendere 5€ in più e munisrsi di audio guida, davvero ben realizzata, semplice e precisa con approfondimenti legati all’opera dell’artista e testimonianze inedite.

Per finire davvero complimenti al curatore della mostra Vincenzo Trione e all’allestitore Oscar Tusquets Blanca. Unica nota stonata: la pessima gestione delle prenotazioni e della fila all’ingresso.

Un pomeriggio MAXXI

Roma si sa, è un museo a cielo aperto. Rovine in pieno centro impreziosiscono le strade della città Eterna. Ecco però che  tra il Colosseo e il Vittoriano affiora un’esigenza: vivere almeno un pomeriggio nel presente o meglio nel futuro, e chiudersi in un museo di arte contemporanea ed architettura, mi è sembrata davvero un’ottima idea.

Incipit a parte, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, “al secolo” MAXXI progettato dalla celeberrima archistar Zaha Hadid si staglia, tra l’Auditorium di Renzo Piano e il Padiglione dello Sport di Pier Luigi Nervi, in tutta la sua imponenza e particolarità. Check in obbligato all’installazione, all’ingresso del museo: la Calamita Cosmica (Gesso, polistirolo, resina sintetica, anima in ferro, collante vinilico 870x2400x630) di Gino De Dominicis, artista romano di cui l’esposizione continua anche all’interno dell’edificio.

In linea generale il filo conduttore delle mostre permanenti all’interno del museo è lo SPAZIO: da molti lavorato fisicamente per rappresentare la realtà che li circonda, altri invece ne colgono l’aspetto figurato ricercando gli spazi della mente e della memoria. Ma lo spazio è anche quello che viene definito dalla società e dal contesto geografico, storico e culturale.


Tuttavia aldilà della descrizione gentilmente fornita dalla guida alla mostra, ciò che per me rimane la vera opera d’arte è l’edificio stesso. Un percorso intricato, che si snoda tra piani sfalsati e impressionanti salti nel vuoto: ha attirato tutta la mia attenzione, tanto da esplorare il labirinto in balia della totale assenza di orientamento, spinta da una profonda curiosità e voglia di sorpresa. Emozionante in ogni suo angolo, il MAXXI attira l’attenzione facendo quasi dimenticare le esposizioni al suo interno. Un’opera d’arte che fagocita le altre. Impressionante.

Absolut Wallpaper: intervista a Ron English

Chi lo dice che l’alcool fa male? Domanda provocatoria e surreale, proprio come le opere di Ron English, massimo esponente del movimento artistico americano Pop Surrealism.

Nell’ambito delle iniziative promosse da Absolut Vodka, English ha dipinto a Roma zona Testaccio, una rivisitazione della celeberrima Guernica di Picasso: Guernica A Raggi X, divertente punto di vista, caratterizzato dall’uso di colori che ben si amalgamano con l’ambiente e l’atmosfera circostante. In questa video/intervista ripercorre alcune tappe fondamentali del suo excursus artistico. Consigliatissima un’occhiata per gli appassionati del genere.

Duty Gorn punta al cuore di Milano. Con stile…. pop!

C’è chi dice “prendi l’arte e mettila da parte”. Ma Duty Gorn, artista emergente della Milano creativa, la mette in scena rigorosamente live al Circolo dei Combattenti (Zona Sempione). L’iniziativa, all’interno della quale è inserita la performance, è Combattenti Unplugged organizzata per celebrare il termine dei lavori all’Arco della Pace.

Un’atmosfera soft per un aperitivo, scandito dalle sonorità intime delle chitarre acustiche, in cui Duty Gorn darà vita a paesaggi, scorci di architettura in stile rigorosamente pop. Rosso, giallo, blu, verde interpretati nei toni più pieni e saturi, dipinti con quel tocco di effimero e caducità tipici della street art.

E’ la celebrazione del “post” come unica conseguenza alla crisi contemporanea, della dicotomia mondo dei sogni/contesto urbano che sembrano coesistere proprio nel cuore di Milano….

Un’atmosfera magica per un evento imperdibile. Vi lascio alcuni link:

Note sull’artista

DUTY GORN LIVE PAINTING EXHIBITION. Per segnalare anche su FB, la vostra partecipazione.

Camparitivo in Triennale

Camparitivo

Durante la settimana del design sono molti gli eventi proposti, e Milano diventa un vero e proprio museo a cielo aperto. Poche volte, però, succede di poter partecipare in anteprima assoluta. Nello specifico, ho avuto modo di trovarmi davanti all’anteprima assoluta brandizzata Campari: il nuovo luogo dell’aperitivo, che diventa per l’occasione Camparitivo!

Realizzato alla Triennale di Milano, assolutamente immerso nel verde, porta la firma del giovane astro nascente del design italiano, Matteo Ragni, che ha raccontato la sua esperienza creativa in un incontro assolutamente interessante.

Campari, si sa, è sempre stata attenta al design: basti pensare alla celebre bottiglietta, disegnata da Depero. Questo è il passato artistico con il quale ha dovuto confrontarsi Ragni, e trovandosi tra il totale cambiamento di rotta oppure il rispetto delle tradizioni, ha scelto di reinterpretare una storia così importante.

Lo spazio realizzato, con i colori del Campari, s’integra molto bene con l’ambiente circostante grazie ad un accurato gioco di specchi, che definisce uno spazio di “riflessione”, con doppio senso annesso.

Tavolini ideati apposta per l’occasione, con tanto di texture dedicata alla creazione deperiana, diventano strumento d’interazione e condivisione nell’ora dell’aperitivo.

Le sedie, o meglio, “LAsedia Camparina di rosso vestita, è stata anch’essa concepita per favorire il dialogo, la partecipazione e l’interazione: si struttura con due prolungamenti, scivoli, laterali che permettono di girarsi verso destra e verso sinistra, e conversare a 360°.

La lampada che vediamo volteggiare sopra le nostre teste, è invece Fortunata: disegnata prendendo in prestito i triangoli con cui Depero ha inventato la forma di Camparisoda, è volutamente realizzata con materiali leggeri, per dare una certa idea di movimento.

Infine il pezzo forte del nuovo “mondo” Campari: dieci telescopi rigorosamente rossi, in fila, che puntano verso il Futuro che ovviamente non può che essere Meraviglioso, festeggiando i 150 anni di Camparisoda e augurandone altri 150 (e passa!)

In conclusione: una bella giornata, un designer al nostro servizio, ottima compagnia e per finire un Camparisoda, alle 11 di mattina perché è sempre l’ora del Campari!

Ps: il Camparitivo, sarà fruibile solo in Triennale a Milano per il momento, e fino ad ottobre 2010. Vi consiglio almeno un salto, se passate da queste parti.

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Absolut Wallpaper: street art alle Colonne

Un po’ di tempo fa vi avevo parlato del contest Absolut YouWall 2.0, ovviamente sponsorizzato dalla celebre Vodka. Lo scopo dell’iniziativa era ridisegnare e colorare gli spazi urbani più vuoti tramite istallazioni, per l’occasione , Absolut Wallpaper.

Lo scorso 21 gennaio la prima user generated wallpaper è approdata sul muro delle Colonne di San Lorenzo di Milano, con un grande evento che ha ospitato la performance di Ozmo, noto street artist italiano.

Beh se in questi giorni vi trovate in zona, dategli un’occhiata, è veramente spettacolare!

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