L’Orfeo Emerso di Kerouac

Era ancora John, e non Jack. Era l’alba del movimento letterario che tutti conosconokerouac come Beat Generation. Questo libro, Orfeo emerso, venne scritto dall’appena ventitreenne Kerouac nel ’45. La storia è autobiografica, fa riferimento al periodo universitario del giovane scrittore, periodo, per altro, segnato dall’incontro con i suoi compagni di viaggio letterario Allen Ginsberg, William Burroughs e gli altri. Non trovo molte parole per poter descrivere ciò che mi ha suscitato questo libro: in principio mi ha lasciato molto perplessa, come quasi tutti gli scritti dell’autore (vedi anche Visioni di Cody), che paradossalmente per questo adoro. La trama sembra non seguire un filo estremamente logico, a tratti pare quasi di leggere un breve estratto di un altro racconto. Spesso mi sono persa nell’atmosfera bohemien di un ambiente universitario sprezzante e decadente, caratterizzato da discorsi intellettualoidi, spesso fini a sè stessi, sull’arte e la poesia. Il riferimento ai cosiddetti “poeti maledetti” è abbastanza esplicito, e per altro culmina nella citazione ripetuta , nel finale, di Arthur Rimbaud.  Mi sono trovata difronte ad un libro che andava interpretato più che letto; la metafora del resto era costante. Ma a questa conclusione sono arrivata solo dopo aver finito la lettura. Non saprei se consigliarvi questa lettura, che pure alla fin fine mi ha coinvolta parecchio. Sicuramente incuriosirà quei lettori che sono attratti dalla sfida di arrivare all’ultima pagina.

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12 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Armando
    Giu 09, 2009 @ 09:12:58

    Ciao. Volevo sapere se consiglieresti questo libro, ad una persona che è rimasto affascinato dai racconti autobiografici di C. Bukowski.
    A presto

    Rispondi

  2. tribalismipostmoderni
    Giu 09, 2009 @ 10:16:13

    Ciao Armando 🙂
    Se è la prima volta che ti approcci a Kerouac, direi che non è proprio l’ideale, ti consiglierei più On the Road – Sulla strada. Questo romanzo inoltre si discosta moltissimo, per contenuti, da quelli (Storie di ordinaria follia e Post Office, che ho letto) di Bukowski.

    Quindi, in parole povere, non te lo consiglierei se pensi di trovare un
    simil “Storie di ordinaria follia” 😉

    Rispondi

  3. Chiara
    Giu 21, 2009 @ 22:35:12

    l’ho appena finito di leggere. interessante la tua descrizione, anche se ti sei limitata a non dir nulla dell’anima della storia.

    Rispondi

  4. tribalismipostmoderni
    Giu 22, 2009 @ 08:17:21

    Ciao Chiara,
    il motivo per cui non ho parlato della storia è imputabile più che altro alla volontà di voler suscitare, in chi legge i miei post, una sorta di curiosità… mi spiego meglio 🙂
    Quando compro un libro, ciò che evito di fare, è leggere il riassunto che spesso si trova in copertina, proprio per non “rovinarmi la sorpresa”. Sulla base di queste motivazioni ho deciso di strutturare i miei post, almeno quelli sui libri, proprio perché penso che parlare delle sensazioni che suscitano determinate letture sia più intrigante del riassumere la storia.

    Tornado al libro, tu cosa ne pensi? Mi piacerebbe avere un tuo parere 🙂

    Rispondi

  5. Gas Giaramita
    Mar 29, 2010 @ 23:07:49

    primissimo libro di jack.. ci sono i germogli di quello che sarà, ma ancora non parla di viaggi, come momenti dell’anima, ma li accenna soltanto.. strano a dirsi.. parla invece di scrittori, rimbaud, goethe, poeti maledetti, più vicino forse a Dottor Sax che ad altri..
    consigliato agli appassionati 🙂

    bella la parte che contrappone Prometeo ad Orfeo.
    secondo me non va interpretato invece..:P

    Rispondi

  6. Starziggy
    Mag 28, 2010 @ 16:57:18

    Oh in internet non ho trovato nulla … sarò anche l’unico a non arrivarci … ma cosa c’entra la frase “Amenehmet contempla la bellezza del sole!” con il resto del libro? E perchè si era firmato Orfeo? E ancora, cosa avrebbe capito Arthur da quelle poche parole? Io nulla! Spero che chi di voi dice di essersi goduto questo libro possa spiegarmi il finale, perchè io sono rimasto un po’ deluso in quanto non ho affatto capito il rapporto che legava Micheal a Paul e il ruolo di quella Helen! Grazie a tutti

    Rispondi

  7. tribalismipostmoderni
    Giu 13, 2010 @ 21:53:03

    Ciao Starziggy,
    ho riletto diverse volte il tuo commento, cercando di fornirti una risposta esauriente. Devo ammettere che mi sono messa alla ricerca di info in rete, e fortunatamente ho trovato un piccolo appiglio, all’interno di anobii (anobii.com), di cui ti riporto qualche stralcio (la rencensione fatta dall’autore è veramente lunga):

    “..Perchè quei due giovani amici, Paul e Michael, siamo ognuno di noi con il proprio amico-nemico….Non solo una bellissima e rara storia d’amore etero e di amicizia virile, ma una storia che indaga il doppio con una certa irruenza e disinvoltura. Alla fine del romanzo quando Michael (uno dei personaggi più belli che abbia mai incontrato) supera il delirio alcolico e febbrile, ritrovando l’amore per la sua Helen, che poco prima amoreggiava con Paul, i due protagonisti spariscono. Nessuno sa più di loro. Gli altri personaggo non li vedono. E quando cercano di fermare un tizio che assomiglia a Michael, ma che porta l’impermeabile di Paul, non riescono a capire chi dei due sia a portarsi via, su di un tram, la bella Helen. E quindi, mi è venuto spontaneo pensare: e se Paul e Michael erano la stessa persona?…… Helen, la bella Helen, che amoreggia con Paul, e in un primo tempo la crediamo la sua donna, anche perchè non sappiamo ancora nulla della “vecchia storia” che aveva minato alla radice l’amicizia di Paul e Michael. Poi arriva il bellissimo confronto finale tra i due, sotto l’acqua e in mezzo al vento, con un Michael delirante e prossimo al suicidio, ed un Paul quasi ineffabile, onirico, che sembra esserci e non esserci. É qui che si comincia a capire che in realtà, o come effettivamente la vedo io, i due sono un’unica cosa, e che più precisamente Paul è la proiezione di Michael. La parte reattiva, non propriamente buona, che Michael inconsciamente cerca per tirarsi fuori dallo sporco in cui si trova. Quindi un’amore-odio giustificato, fatto di un’attrazione verso ciò che lo può salvare e che più ama, e il rifiuto per ciò di cui vorrebbe magari fare a meno.
    Fatto è, in un senso o nell’altro, che “Orfeo Emerso” è una sintesi, quasi un manifesto, dei motivi, dei personaggi, e dei temi che hanno fatto grande la letteratura di Kerouac e aficionados. E tutto a nostro vantaggio”

    Io personalmente avevo considerato “Helen” come la personificazione della “Scrittura”… ma forse avevo viaggiato un po’ con la testa… 😛

    per quanto riguarda la citazione di Amenehmet ti posto la risposta di un altro lettore, tratta sempre da anobii:
    “…Direi condivisibile l’analisi del “doppio” Paul-Michael, anche se c’è da indagare più a fondo ancora il riferimento alla mitologia (Prometeo-Orfeo-Egitto-Amenehmet, vedi anche i riferimenti a Eliot e i riti di vegetazione). Come dice il finale comunque il “senso” può rimanere anche solo accennato: “solo allora comprese, confusamente, il vero significato di tutto quello che era successo…”

    Detto questo, spero di averti dato qualche ulteriore spunto di “lettura/interpretazione” del libro e ovviamente risolto almeno parzialmente i tuoi dubbi 😀

    Rispondi

  8. Starziggy
    Giu 16, 2010 @ 12:12:42

    Grazie mille della risposta , in effetti il finale rimane comunque abbastanza enigmatico e aperto a diverse interpretazioni, ma sicuramente quella da te citatami è molto interessante! D’altra parte Kerouac non è insolito a queste scritture psichedeliche e apparentemente prive di qualsivoglia spiegazione razionale

    Grazie ancora!,
    Alex

    Rispondi

  9. Starziggy
    Giu 16, 2010 @ 21:19:12

    Piccolo aggiornamento: ho letto in prima persona la recensione da te riportatami nel sito di anobii, e mi è venuta in mente un’altra interpretazione; più che “essere la stessa persona”, cosa che renderebbe il libro molto irrealistico e richiedente di grande fantasia da parte del lettore per poterlo cogliere appieno, credo che sia più giusto intepretare il rapporto tra Micheal e Paul come quello tra due individui diversi che necessitano l’un l’altro per affrontare la vita, in particolare Micheal con il suo carattere debole e condizionevole si sente in qualche modo completato dalla figura forte e decisa di Paul. Questo crea un rapporto ambiguo tra i due, che scandiscono i loro momenti passati assieme tra periodi di ira e di odio, ma proprio come dice l’autore del commento tale “Scapigliato” ciò non è per loro deleterio, anzi è il modo che permette loro di soddisfare reciprocamente quell'”autoerotismo” (sempre per usare le parole di Scapigliato) che è insito in ogni uomo, specie se si parla di Bohemièn come i protagonisti del romanzo di Kerouac. Dunque, i caratteri di Micheal e Paul sono talmente agli opposti, e talmente ognuno di essi è condensato nella direzione opposta all’altro, che i due possono raggiungere un equilibrio solo con un forte rapporto sociale reciproco, tanto che Micheal nel momento in cui voleva farla finita aveva deciso che non si sarebbe ucciso prima di aver ucciso anche Paul. In questo senso possiamo dire che sono come una sola persona.

    Questo almeno il pensiero che ho potuto farmi in base a quello che mi hai postato tratto da anubii e che ho io stesso approfondito nel medesimo sito! Grazie ancora per l’aiuto 😉

    Ciao Alex

    Rispondi

  10. Bella delsa
    Giu 20, 2012 @ 13:18:30

    Mi spieghi perhè “Orfeo emerso” ?? Grazie

    Rispondi

  11. jkr
    Lug 29, 2012 @ 20:56:00

    …..fantastico kerouac, dolce anima purissimo spirito…….

    Rispondi

  12. Andrea
    Apr 21, 2013 @ 08:34:10

    Ho letto “Orfeo emerso” perchè mi appassionano gli esordi degli scrittori. Mi è sembrato un racconto mal riuscito, strutturato in modo approssimativo, con dialoghi impacciati, situazioni poco comprensibili, un intellettualismo un po’ stucchevole, quasi avesse bisogno di dimostrare la sua cultura musicale e letteraria, ed un tentativo mal concluso di creare suspènse, con un finale che riserva a pochi eletti acculturati lo scioglimento dell’enigma finale (che io pero non ho sciolto).
    L’ho letto tutto non per piacere, ma per capire il personaggio Kerouac.
    Che salta fuori con quello che sarà il tema centrale dei suoi racconti: l’amicizia maschile, attorno a cui ruotano in ruoli ancillari e per lo più negativi le figure femminili (Kerouac misogino fin dall’inizio). Anche la figura angelica di Helen, più madre che amante (Kerouac mammone fin dall’inizio), appare per rimettere in sintonia il duo Paul-Michael (Dean-Sal), una coppia maschile simbiotica, dove addirittura vita e morte dell’uno sono vita e morte dell’altro (riuscito il passaggio in cui un fantasma di morte passa su Paul quando Michael sta per suicidarsi).
    Chi ama Kerouac deve leggerlo.

    Rispondi

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