Hiroshige, maestro della natura

hiroshige_locandinaIeri sabato 04 aprile, ho approfittato del tanto atteso weekend per fare una scappatina (A/R nella stesa giornata) a Roma. In particolare lo stress di prendere il treno alle 8:15 della mattina, è stato determinato da un evento particolare ed unico: la mostra “Hiroshige maestro della natura“. Devo dire che la segnalazione dell’evento mi è arrivata dallo status su facebook di un’amica. Comunque tralasciando le vicessitudini che mi hanno condotto a Roma, devo dire che la mostra, sin dall’ingresso, mi ha suscitato notevole curiosità:  l’ingresso e le sale che ospitavano le stampe, riproducevano un ambiente tipicamente giapponese. Hiroshige è uno dei maggiori esponenti del genere U-kiyoe, “mondo fluttuante”, che ha per oggetto la rappresentazione della natura e di paesaggi. L’arte di Hiroshige dà spicco e risalto al genere nel pieno ‘800, anche se verso la fine del ‘700 è Hokusai a dare inizio alla vera e propria rivoluzione nel campo della rappresentazione di uccelli, fiori e pesaggi (vedi La grande onda presso la costa Kanagawa). La mostra si articola in varie sezioni dedicate ai diversi temi affrontati dall’artista: si parte con la sezione dedicata i fiori, per continuare con gli animli, le vedute del vulcano Fuji, fino alle raffigurazioni della vita quotidiana. Le opere sono incredibilemente suggestive, e sono rimasta notevolmente impressionata da  “La cascata di Nunobikie “Gru, pino e sole nascente“. Sottolineo un paio di “chicche” che collocano questa mostra tra le migliori che abbia visto: la musica “da meditazione” che accompagna lungo tutto il percorso; la possibilità di creare un proprio “diario di viaggio” apponendo, su un cartoncino bianco, un timbro diverso ogni volta che ci si accingeva ad affrontare una nuova sezione della mostra; una sala dedicata alla proiezione in loop di un video esplicativo della tecnica di stampa ukiyoe; e in fine la riproduzione dei dipindi si Van Gogh (Il susino in fiore), ispirati alla tradizione del mondo fluttuante di Hiroshige. Invito chiunque legga questo post, a visitare la mostra al Museo del Corso a Roma, perchè traccia un percorso lungo la strada della poesia fatta immagine che porta alla scoperta di una cultura e un modo di concepire l’arte ben lontano dalla produzione occidentale. Esperienza da vivere!

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