Insonnia. Intermezzo.

E invece no. Il tempo non passa, le distanze non sono poi così ampie. Le parole si pronunciano da sole. E vai giù con le novità: ho incontrato gente, visto posti, assaporato gusti. E’ tutto così bello e lontano. No, non sto scappando da qualcosa o da qualcuno. No, non sarei voluta ritornare, ma dovevo. No, non mi manca nessuno. E’ strano? Forse. Si, mi sono ambientata. Si, forse ho conosciuto qualcuno. Si, forse ho conosciuto due “qualcuno”. Ho una nuova casa……. una nuova palestra……

(Solo in apparenza il tempo non passa. Tu non sei più la stessa. Mi piacevi di più. Ora sei fredda. E si stai scappando da qualcosa o da qualcuno. Ma non lo voglio sapere.)

Splende sempre il sole, anche se ad un tratto il cielo si scurisce e inizia il diluvio…

Insonnia parte II. Dettagli.

E poi apro la porta. Mentre lentamente si spalanca all’interno di casa, riesco già a sentire il tuo odore. Corre verso di me. S’insinua e arriva al mio cervello. Attiva le lacrime. Sono felice.
Faccio un passo. Poi un altro. Accendo la luce. E’ tutto così diverso. Non riesco a muovermi. Mi sento bloccata. La sensazione è la stessa di quando ogni volta mettevo piede in una delle tue tante case: mi sentivo così poco adatta, così imperfetta, che a stento riuscivo a muovermi. Si, mi sentivo avvolta in una guaina di plastica, ogni mio minimo movimento poteva distruggere quel momento, in cui il tempo sembrava cristallizzarsi. Gli occhi e la mente erano lucidi, registravano caos. Ma qualcosa dentro coglieva solo la bellezza e il fascino di quella tua decadenza.
Mi guardo intorno. Ti riconosco nei dettagli: nei libri che sembrano buttati lì, ma in realtà sono ben studiati nelle loro posizioni; nelle parole scritte su pezzi di carta, geroglifici che non riesco a decifrare; nelle tue lenzuola a righe, di colore decisamente discutibile; nella tua dissociazione: listoni di legno poggiati al muro, aspirapolvere in vista e quella tua foto nascosta…
Immobile, penso solo che tu hai mischiato le tue cose con le mie.

Non riesco a capire più dove finisco io e inizi tu.

Insonnia. Parte Prima

Tu che mi hai detto non è possibile. Tu che dici sempre “forse è meglio se facciamo un’altra volta”. Tu che sei solo superficie. Tu che mese dopo mese pensavo di non rivedere più. Tu che raramente ti sei fatto sentire. Tu che tieni il freno a mano sempre tirato. Tu che non fai “esperimenti” con i sentimenti delle persone. Tu che non ti fermi mai perché pensi che oltre a quello che già hai, possa esserci sempre qualcosa di meglio. Tu che ami vivere il tuo posto. Sorprendentemente ami cucinare. Tu che non sai stare da solo. Tu che cambi idea rapidamente. Tu che sei pesante e paranoico. Tu, con quel profilo così strano. Tu che sei sciatto, arrogante e arrivista. Tu e la follia. Tu che sei allegro, sorprendente e di parola. Tu che ami il tuo lavoro. Tu che ti lamenti del tuo lavoro. Tu che avresti voluto una carriera forse un po’ più artistica. Tu che ami la bella vita. Tu che che vedi il dramma ovunque e mi metti ansia. Tu che quando ti guardo, mi perdo. E se ti penso, rido. Tu, un giorno in un ristorante. Tu, una sera in un locale. Io. Il mattino dopo. La confusione e le figure di merda. La vergogna. Tu che Bonobo, i Doors, The Black Keys e Los Angeles. Ma anche Mengoni e Miley Cyrus. Carino il ritornello. Tu e i wasabi peanuts. Tu e le tue mille case. Tu e la mia casa, da soli.

Proprio con queste parole, senza giudizi, senza implicazioni e con un pizzico di compiacimento, a qualcuno da qualche parte lo dovevo pur dire.

Istanbul – parte prima

Sto per sfiorare l’eresia con questa affermazione, ma i viaggi in oriente, che sia lontano o medio, non mi affascinano a pieno. Messico, Brasile e Argentina, le prossime mete. Giappone, Cina, India, prima o poi. Eppure per quella strana forza che mi spinge ad allontanarmi da luoghi che vivo quotidianamente, scendo a patti con le mie preferenze, e decido di farmi trascinare ad Istanbul per il weekend.

Immagine

Il primo impatto con la città è scandito dall’alternarsi di odori e profumi inebrianti e misteriosi, luci calde ed avvolgenti, ma soprattutto dalla accoglienza e dalla disponibilità della gente locale. Tanti i tentativi di indicarci le giuste direzioni, i luoghi più belli da visitare, le tavole calde in cui liberare la nostra curiosità gastronomica… e devo ammettere che solo grazie a tanta gentilezza quella barriera insormontabile della differenza linguistica è stata in qualche maniera abbattuta.

Istanbul trasuda storia, cultura e tradizione: Gran Bazaar, Aya Sofia, Moschea Blu e Torre di Galata, emblemi della città, mi hanno regalato la sensazione di vivere istanti in una dimensione senza tempo. Il museo di Arte Moderna, i piccoli caffè e i locali agli ultimi piani dei palazzi mi hanno proiettata in una dimensione più contemporanea e occidentale, ma sempre intima e mai pacchiana. Il giro per la parte asiatica e lungo le strade che costeggiano il Bosforo, hanno arricchito questa breve permanenza con altri momenti senza fiato grazie alla meraviglia del paesaggio e la vitalità dei vicoli del mercato.

Complesso è parlare di Istanbul e al prossimo viaggio il compito di farmi “perdere” nel fascino di una città che, dopotutto, rimane sempre il luogo in cui l’Europa incontra l’Asia..

Pearl Jam ovvero quando le emozioni vanno condivise

E’ da un po’ che non scrivo, principalmente per pigrizia. Poi nella vita ti succede, o meglio programmi e realizzi una di quelle poche cose che per te vale qualunque sforzo, sacrificio e compromesso. Potrò sembrare un po’ superficiale, ma ci sono note, testi e voci al risuonare delle quali vivi uno di quei pochi momenti di verità assoluta con te stesso e con il mondo. Ed e’ grazie a quella sensazione, che riprendi carta e penna (virtuali, evidentemente) e decidi di che le grandi emozioni vanno condivise.
Enjoy!


Cosa vogliono le donne?

Cosa vogliono le donne? Non è così difficile da indovinare: basta che sia moro, alto, affascinante ed un sorriso da paura!

Di chi è la brillante intuizione? Pensereste ad un qualsiasi brand di moda, in realtà chi ci ha visto lungo è proprio un noto brand di automobili: Toyota. Per il lancio della Toyota Verso-S, l’auto a misura di donna (capiente quanto basta per lo shopping con tanto di telecamera posteriore per parcheggio e manovre), è stato realizzato un intrigantissimo concorso per “vincere il cuore” di Luca Argentero!

Tentar non nuoce, anzi nessuna vittoria potrebbe risollevar più il morale, quindi partecipare mi sembrerebbe il minimo: basta andare sul sito www.whatawomanwants.it, creare il proprio profilo e caricare alcune immagini che rappresentative della propria strategia per conquistare l’uomo perfetto! Inoltre è possibile spiare le proprie avversarie e interagire con loro, direttamente dal blog di Luca http://whatawomanwants.myblog.it/

Come ogni concorso che si rispetti, è fornito anche di una pagina Facebook http://www.facebook.com/whatawomanwants sulla quale trovare innumerrevoli tips and tricks per essere la donna ideale di Luca!

I motivi per partecipare sono evidenti, ne dimenticavo uno: oltre al titolo di donna perfetta è in palio anche una Toyota Verso S, che di questi tempi fa sempre comodo… soprattutto per noi shopaholic 😉

PS: tra una capoverso e l’altro ho completato la mia registrazione al sito, non mi resta che caricare le immagini e… che vinca la migliore!

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Un pizzico di Fuorisalone

Seppur “fuori dal tunnel” milanese da un anno, non potevo perdermi per nessun motivo al mondo uno degli eventi che catalizzano l’attenzione di mezza Europa. E non sto parlando della settimana della moda, ma del Fuorisalone.

Partenza scapestrata di venerdì con annesso sciopero treno, arrivo in Stazione Centrale e il primo incontro che mi fa sentire davvero immersa nel mood del fuorisalone: Metromen

Casa, sushi, tanto sonno e l’indomani Zona Tortona: centro di gravità permanente del fuori salone. Chilometri e chilometri di ingegno, design ed estro. Chiaramente per descrivere il tutto non basterebbero centinaia di post, ma ciò che mi ha realmente lasciato senza parole, influenzata forse da un lungo periodo di stress, è stata la parte dedicata al wellness. Docce colorate, cascate d’acqua, vasche idromassaggio da esterni, lettini ad acqua riscaldata e stanza del sale. Un vero sogno ad occhi aperti… e tutto rigorosamente impreziosito da materiali innovativi e forme ultramoderne.

Menzione speciale, pur non trovandosi in zona Tortona, per Skitsch divertente e accessibile, vi consiglio di dare un occhiata al sito. http://www.skitsch.it/home

Anche se a dire la verità forse quest’anno è stato leggermetne sottotono rispetto algli altri anni, tra mille novità, personaggi davvero particolari e avanguardia, il fuorisalone si conferma un evento da non perdere per gli appassionati e per i semplici curiosi.

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