Pubblicato da: tribalismipostmoderni su: 19 Dicembre 2009
E’ sempre un bel giorno quando la mattina, di un giorno feriale
s’intende, il sole splende e un lungo tour di shopping ti si prospetta all’orizzonte. Con tutto l’entusiasmo del caso, io e la mia amica C. andiamo a fare colazione: cioccolata, panna e una deliziosa brioche.
Il programma è quello di sfruttare una fantastica iniziativa promossa da GAS in collaborazione con GLAMOUR: “sabato 12 dicembre oltre allo sconto una stylist di Glamour e i make-up artist di Diego dalla Palma ti aiuteranno a vestire al tua personalità in linea con le tendenze del momento negli store” . Lo store in questione era proprio quello nei pressi delle Colonne.
E’ inutile dire che quella mattina avevamo messo anche la sveglia per paura di trovarci immerse in un’orda di frenetiche shopaholic, galvanizzate dall’iniziativa. Del resto come noi. Invece, complice i primi raggi di sole (mezzogiorno) o forse il primo pungente freddo, il negozio era stranamente vuoto. Lo specchietto per le allodole aveva funzionato solo con noi due. I truccatori c’erano e forse anche la stylist, ma il bello è che a quei servizi, tanto decantati dal flyer all’interno di Glamour, non si poteva accedere con il solo braccialetto brandizzato GAS (che pure avevamo conservato con tanta cura), ma chiaramente bisognava acquistare. La nostra intenzione non era propriamente quella. Ma se “qualcuno” ci avesse accompagnate nel giro perlustrativo tra un cardigan, una vestito e una camicia, qualcosa forse ci sarebbe scappato. Se fosse stato organizzato tutto un po’ meglio….
Abbandonate a noi stesse in un negozio nel quale forse quel giorno non saremmo entrate, decidiamo di uscire e continuare il nostro giro di shopping. Fortunatamente c’è una legge del contrappasso per ogni occasione: “per ogni vestito non acquistato in un negozio, girando l’angolo, in un altro store, c’è un paio di scarpe che ti aspetta”. E per quel giorno, vissero comunque felici e contente.
Pubblicato da: tribalismipostmoderni su: 10 Dicembre 2009
Rieccomi a parlare di nuovo del solito argomento:
i viaggi aerei, nello specifico, quelli di collegamento Milano-Napoli. Che sia Linate, che sia Malpensa, che sia EasyJet o Meridiana, non c’è verso, il ritardo sembra incluso nel costo del biglietto. Credo sia un’epidemia, che al pari della suina, si diffonde in maniera rapida e “aerea” tra scali e compagnie, che a turno si cambiano malfunzionamenti, ritardi e conseguenti disagi.
Ma aldilà di tutto questo, diventato ormai una fastidiosa consuetudine, il vero misfatto è avvenuto all’aeroporto di Napoli: dopo aver subito due ore di attesa all’aeroporto di Linate, un’ora di volo danzereccio e dieci minuti di “sequestro” all’atterraggio, giunta al recupero bagagli mi si staglia davanti il deserto più totale, nel quale erano immersi i passeggeri del volo Verona-Napoli (che pure aveva fatto ritardo). Luci spente e nastri trasportatori inattivi. Sembrava nessuno dovesse mai più rivedere le proprie valigie.
Ma la rivolta era in agguato. Masaniello si stava manifestando nelle vesti di una giovane donna con bimbo in braccio, che tra improperi e urla contro ignoti (perché il responsabile dei disagi è MR. NESSUNO), spinge la folla ad un gesto estremo: il recupero bagagli direttamente sul carrello, in piena zona di atterraggio.
Nella confusione generale, riesco a recuperare la mia valigia e a fuggire verso l’uscita, prima dell’arrivo della guardia di finanza che aveva tutta l’intenzione di vole sedare la “rivolta”… perché MR. NESSUNO, alla fine, vince sempre.
Pubblicato da: tribalismipostmoderni su: 3 Dicembre 2009
Sarà perchè il Natale è vicino, sarà perchè forse tirano venti decisamenti più miti, ma la bontà sembra pervadere il genere umano, compresa me ovviamente. Solo qualche giorno fa vi ho proposto la “lista dei desideri“, adesso vi parlo di commercio equo e solidale proponendovi Giftee ovvero “regaloso”. Ci piace il neologismo!
Si tratta di un’iniziativa che propone un regalo natalizio semplice e significativo: T-shirt bianche raffiguranti diversi soggetti. Ogni soggetto ha un senso ben preciso: ad esempio abbiamo il cammello, che simboleggia la lotta alla sete e alla fame nel mondo; la tartaruga, il pappagallo e la talpa, la cui simbologia lascerei scoprire a voi interessati che per caso siete capitati su questo post.
Acquistare uno di questi prodotti vuol dire regalarne uno simile ad un bambino che vive nelle, purtroppo, numerose zone povere del mondo. “Tutti i prodotti in vendita e il loro doppione in regalo verranno numerati, creando una sorta di associazione per coppie di numeri che partecipano ad un’astratta “caccia al tesoro”: forse un giorno nel mondo troverò qualcuno che possiede il gemello del mio oggetto, con lo stesso numero di quello che possiedo io…” (cit.)
Anche questa, un bella idea regalo!
Pubblicato da: tribalismipostmoderni su: 3 Dicembre 2009
Era una notte probabilmente buia e tempestosa, e oscure forze del male decisero di attentare alla buona riuscita del Natale.
In prima battuta piazzarono una bomba sotto un gigantesco pacco regalo. Il tempo scorreva inesorabile e il fastidioso ticchettio dell’orologio segnava ogni singolo secondo, dalla fine del Natale
Quando apparire come per magia un misterioso personaggio coperto da un mantello, forse sarà SuperBabbo! Ma si, è lui ed ha sventato la catastrofe! Ma il male non era finito, dopo l’insuccesso dell’attento al pacco regalo, toccava al sequestro della renna: oddio poverina, legata ai binari! Il treno la ucciderà
Ma eccolo sempre pronto ad intervenire il nostro misterioso SuperBabbo! Per ora tutto sembra essere andato per il meglio, ma ancora una serie di dubbi attanagliano i nostri pensieri: sarà stata la “Crisi” ad organizzare tutto questo? Chi salverà definitivamente il nostro Natale?
Speriamo bene….
Pubblicato da: tribalismipostmoderni su: 26 Novembre 2009
Martedì 24 Novembre si è svolto, al quarto piano dello strepitoso
Nhow Hotel, quello che mi piacerebbe definire (e perchè no istituire) l’Herbal Essence Day. In realtà si è trattato di un incontro, molto ristretto e decisamente piacevole, con la responsabile delle relazioni estere della P&G Italia e con l’hair guru Ben Cooke, brand ambassador Herbal Essences nonchè hair stylist di Victoria Beckham e Leona Lewis.
Ho parlato di incontro piacevole proprio perché le conversazioni, pur vertendo logicamente sul prodotto con qualche piccola incursione in una strategia di copy sfacciata a tratti esilarante (“gli abbracci voluttuosi di Herbal Essences” o “la fragranza ti permette di avere un impatto più emotional“), hanno avuto come oggetto l’utilizzo pratico del prodotto. Ci hanno instradato con consigli mirati verso la tipologia più adatta, ognuna di noi ha potuto parlare del proprio “problema” con acconciature, colore e capello crespo (recidivo). In pratica sembrava una vera e propria chiacchierata tra amiche con tutti i vezzi e “femminerie” del caso.
La disponibilità al dialogo è stata massima: non sono mancate, infatti, domande provocatorie sulla questione della pesantezza dell’INCI e l’eccessivo uso di siliconi, cui sono state date risposte difficilmente contestabili come il totale rispetto delle norme basilari per la composizione dell’elenco di cui sopra e il dosaggio di silicone realizzato in maniera specifica in base alla linea.
In conclusione è stato davvero un bel pomeriggio sia per me che per i miei capelli che a breve riceveranno un fantastico trattamento “scintille di luce” così potrò anche io essere sunny, easy, funny, sporty, chic (come suggerisce Gio) e ridare splendore a questo tetro e deprimente tempo milanese.
Ringraziamenti: Umberto, le blogger intervenute, P&G e Ben Cooke.
Pubblicato da: tribalismipostmoderni su: 9 Novembre 2009
A questo punto verrebbe da chiedersi se si sentono più barzellette sui carab
inieri o su easyJet. La risposta è semplice: barzellette sui carabinieri. Questo perché di barzellette su easyJet non se ne raccontano, purtroppo le storie che si sento sono vere e, non fanno assolutamente ridere. Ci sarebbe quasi da interpellare l’associazione dei consumatori per pubblicità ingannevole: si perché con la scusa della compagnia low cost, attira clienti senza fornire servizi, almeno non sempre.
Ma veniamo a noi: è venerdì 6 novembre. H 19:45. Dopo una giornata di lavoro, dopo quei fantastici 40 minuti di Malpensa Express e un “allegro” balletto tra le curve dirette al Terminal 2, arrivo finalmente ai controlli soddisfatta di essere in orario e aver fatto il check in online. Passo sotto il metal detector. E fin qui tutto nella norma. Ad un certo punto mi viene chiesta la carta d’imbarco, e una volta controllata inizia la seguente conversazione surreale:
“Signorina, le abbiamo prenotato l’albergo”
“No, ma io devo prendere il volo delle 20:40”
“Lei va Napoli giusto?”
“Si”
“Bene, il volo è stato annu…. (farfugliamento) ma le abbiamo prenotato l’albergo e, inclusa, potrà avere anche la prima colazione senza pagare alcun supplemento”
Senza batter ciglio mi infilo il cappotto, prendo le mie borse e in stato altamente confusionale mi dirigo verso il check in. La vista della fila di gente mi rianima, e come una pazza mi dirigo verso la hostess (o capro espiatorio) messa lì per spiegare l’arcano dietro l’annullamento del volo. Segue la relativa conversazione surreale:
“Com’è possibile che sia stato annullato il volo?!?!?!?”
“Eh signorina purtroppo sono cose che capitano”
“Ma lei si rende conto che questo volo LO PRENDONO I “PENDOLARI”: GENTE CHE ESCE DAL LAVORO, CORRE IN AEREOPORTO, PRENDE L’AEREO, STA MEZZA GIORNATA CON PARENTI (e affini) PER RITORNARE A MILANO LA DOMENICA SERA?!?!??!?!”
“Signorina cosa le devo dire il volo partirà domani mattina, abbiamo prenotato un albergo qui vicino…..”
“Si ma non è possibile…!!!?!?!?!”
“Senta lo vuole guidare lei l’aereo?” (si è scoperto solo dopo che l’aereo non sarebbe partito causa mancanza di personale)
Fine delle trasmissioni. Di nuovo in stato di ipnosi dovuto all’impossibilità di credere all’evidenza di una situazione del genere.
In conclusione: sborsando 120 euro sono riuscita a partire lo stesso con Airone effettuando la prenotazione ad un minuto della chiusura del check in; il consiglio di provare a vedere se ci fosse stato o meno un altro volo è stato gentilmente offerto da un altro compagno di sventura.
PS: cliccando il link relativo alle storie su easyjet, potrete scoprire come inviare una richiesta di rimborso senza chiamare il centralino a 0,30 centesimi al minuto.
PPS: Ho contattato easyJet via mail (easyjet_it@maileu.custhelp.com) e mi hanno concesso il rimborso totale del biglietto!
Pubblicato da: tribalismipostmoderni su: 29 Ottobre 2009
Oggi voglio trasportarvi in an Absolut world, per farvi ubriacare di arte e
stile.
Chi, come me, si trova a passare per le Colonne di San Lorenzo a Milano, deve aver assolutamente notato la mega istallazione brandizzata Absolut. L’autore è Keith Haring, ma da gennaio 2010 potrebbe essere uno di voi. Grazie al contest Absolut you wall 2.0 saranno scelti i protagonisti del progetto Absolut wallpaper. Chiunque lo desideri, e abbia l’estro creativo necessario, può dare il proprio apporto per creare la prossima Wallpaper e trasformare il sogno in una realtà da vivere. Basta registrarsi sul sito www.absolut.it e fare l’upload di una foto, una frase o un oggetto che rappresenti il proprio mondo ideale “In An Absolut World” nella media gallery dedicata al contest 2.0.
Ma il mondo Absolut non smette di stupire e, per rendere omaggio all’età d’oro del rock, mostra la sua anima più dark, con il lancio della nuova Absolut Rock Edition, proponendo in esclusiva anche un nuovo cocktail ABSOLUT HIGHROLLER di cui ora vi posterò il mix:
2 parti di Absolut Vodka
1 parte di Champagne
Pubblicato da: tribalismipostmoderni su: 29 Settembre 2009
In queste lunghissime giornate casalinghe, causa un’operazione alla gamba, ho cercato spesso qualcosa che
impegnasse il tempo in maniera quantitativamente consistente….insomma le ore dovevano poter passare rapide ed indolori. Dopo una serie di tentativi di realizzare una piccola beauty farm in camera, la noia mi ha assalito anche perchè una volta finiti tutti i trattamenti, non c’è troppo altro da fare se non mettere a posto; sicchè mi sono data alla televisione, ma il principio dell’assenza di dolore veniva meno ad ogni zapping; e a qualche lettura di rivista rigorosamente di moda, ma anche lì non ho avuto le soddisfazioni che cercavo… poi mi sono chiesta: qual è la cosa che maggiormente mi manca in questo periodo di convalescenza blindata tra quattro mura? Ed ecco l’illuminazione: un giro, che in “femminese” e soprattutto se si vive a Milano si traduce con “un giro per i negozi“. Non potendo dirigersi Maometto verso la montagna , subito la montagna si rivela alla presenza di Maometto sottoforma di ASOS .
Inizia così il mio giro di shopping online. Tra tutti gli online fashion store, è il mio preferito, soprattutto per la rapidità di consegna e per l’estrema cura per il cliente. Ma andiamo con ordine. Già l’home page parla chiaro: è un sito raealizzato in maniera molto funzionale, come a mio parere dovrebbe essere un sito del genere, con un occhio sempre attento all’immagine, ovviamente. Ci sono oltre alle due categorie principali DONNA/UOMO anche altre categorie altrettanto interessanti come l’OUTLET, dove i prezzi sono davvero interessanti. Ogni categoria inoltre è suddivisa in una serie di sottocategorie molto precise e ordinate all’interno delle quali impostare i più svariati criteri di ricerca. Ad esempio: è possibile impostare una ricerca per prezzo, colore, taglia, designer, in pratica la scelta è vastissima, tale da poter accontentare qualsiasi capriccio. Sembra di essere all’interno di un vero e proprio negozio iperfornito, e questo ha risolto decisamente il piccolo problema della sofferenza e dell’impego del tempo.
Ovviamente ogni giro di shopping che si rispetti non può terminare senza un acquisto, che logicamente ho provveduto ad effettuare, con effetto lifting immediato sul morale ;)
Ottima terapia!