Cosa vogliono le donne?

Cosa vogliono le donne? Non è così difficile da indovinare: basta che sia moro, alto, affascinante ed un sorriso da paura!

Di chi è la brillante intuizione? Pensereste ad un qualsiasi brand di moda, in realtà chi ci ha visto lungo è proprio un noto brand di automobili: Toyota. Per il lancio della Toyota Verso-S, l’auto a misura di donna (capiente quanto basta per lo shopping con tanto di telecamera posteriore per parcheggio e manovre), è stato realizzato un intrigantissimo concorso per “vincere il cuore” di Luca Argentero!

Tentar non nuoce, anzi nessuna vittoria potrebbe risollevar più il morale, quindi partecipare mi sembrerebbe il minimo: basta andare sul sito www.whatawomanwants.it, creare il proprio profilo e caricare alcune immagini che rappresentative della propria strategia per conquistare l’uomo perfetto! Inoltre è possibile spiare le proprie avversarie e interagire con loro, direttamente dal blog di Luca http://whatawomanwants.myblog.it/

Come ogni concorso che si rispetti, è fornito anche di una pagina Facebook http://www.facebook.com/whatawomanwants sulla quale trovare innumerrevoli tips and tricks per essere la donna ideale di Luca!

I motivi per partecipare sono evidenti, ne dimenticavo uno: oltre al titolo di donna perfetta è in palio anche una Toyota Verso S, che di questi tempi fa sempre comodo… soprattutto per noi shopaholic ;)

PS: tra una capoverso e l’altro ho completato la mia registrazione al sito, non mi resta che caricare le immagini e… che vinca la migliore!

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Un pizzico di Fuorisalone

Seppur “fuori dal tunnel” milanese da un anno, non potevo perdermi per nessun motivo al mondo uno degli eventi che catalizzano l’attenzione di mezza Europa. E non sto parlando della settimana della moda, ma del Fuorisalone.

Partenza scapestrata di venerdì con annesso sciopero treno, arrivo in Stazione Centrale e il primo incontro che mi fa sentire davvero immersa nel mood del fuorisalone: Metromen

Casa, sushi, tanto sonno e l’indomani Zona Tortona: centro di gravità permanente del fuori salone. Chilometri e chilometri di ingegno, design ed estro. Chiaramente per descrivere il tutto non basterebbero centinaia di post, ma ciò che mi ha realmente lasciato senza parole, influenzata forse da un lungo periodo di stress, è stata la parte dedicata al wellness. Docce colorate, cascate d’acqua, vasche idromassaggio da esterni, lettini ad acqua riscaldata e stanza del sale. Un vero sogno ad occhi aperti… e tutto rigorosamente impreziosito da materiali innovativi e forme ultramoderne.

Menzione speciale, pur non trovandosi in zona Tortona, per Skitsch divertente e accessibile, vi consiglio di dare un occhiata al sito. http://www.skitsch.it/home

Anche se a dire la verità forse quest’anno è stato leggermetne sottotono rispetto algli altri anni, tra mille novità, personaggi davvero particolari e avanguardia, il fuorisalone si conferma un evento da non perdere per gli appassionati e per i semplici curiosi.

Come vedere RAI5? Digitale, satellite e Facebook

La Rai vuole rifarsi il look, avvicinarsi ad un pubblico sempre più vario ed esigente. Nuovi canali e nuove modalità d’accesso.

Il nuovo e tanto atteso Rai5, visibile sul digitale terrestre su Mux 4 – Canale 23, solo nelle regioni “All Digital”, cioè in quelle aree d’Italia in cui è già avvenuto lo switch-off della televisione analogica terrestre, si apre a tutto il resto d’Italia tramite satellite sulla piattaforma TvSat, alla frequenza 11.766 MHz ,ma soprattutto on line con lo streaming diretto collegandosi al sito: http://bit.ly/Rai5DirettaTV e, novità assoluta per le reti Rai, su Facebook.

RAI5, oltre ad avere un sito interamente dedicato (http://www.rai5.rai.it) e una diretta simulcast (http://bit.ly/Rai5DirettaTV) , si sta muovendo sempre più nel mondo Social tramite le pagine Twitter (http://twitter.com/raicinque) e Facebook (http://www.facebook.com/pages/Rai-5/175546622460429).

In particolare Facebook apre al cittadino un contatto diretto con la televisione di stato, infatti alla pagina Facebook “Come vedere Rai5” (http://bit.ly/dUN7g1) viene offerta la possibilità di avere costanti aggiornamenti e un aiuto per la risoluzione di qualunque problema di ricezione del nuovo canale Rai in un momento di forte cambiamento tecnologico.

La grande novità è rappresentata dal live streaming su Facebook, si tratta di un accesso partecipativo direttamente sul profilo Rai5. Durante lo streaming sarà possibile interagire con il programma e commentare i vari argomenti trattati al suo interno con l’obiettivo di fornire un’esperienza quanto mai completa e interattiva che comprenda anche lo scambio e la diffusione di idee.

Il bello, il brutto e il cattivo”, condotto da Sofia Bruscoli, è il primo programma interamente trasmesso sulla pagina Facebook di Rai5 (http://www.facebook.com/raicinque), dedicato alla creatività italiana ed in particolare alla moda, al design e all’architettura, in un continuo confronto con le tendenze di tutto il mondo.

Per la prima volta, quindi, un Simulcast Rai sarà condivisibile e commentabile, in tempo reale, con tutti gli utenti che ne avranno voglia e che avranno effettuato l’accesso alla pagina Facebook. Vedere, commentare, interagire, condividere tutto in tempo reale.

Ideato e realizzato da Gregorio Paolini, “Il bello, il brutto e il cattivo” è on line il mercoledì sera dalle ore 21:00, interamente trasmesso in diretta.

E’ possibile visionare il promo del programma a questo indirizzo: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-554a5a58-ae48-4f11-a39e-965e721556ae.html

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Voglio quella finestra anche io!

Da poco mi sono trasferita a Roma, città eterna dalle molteplici antichità e dai palazzi storici… Ecco ed è proprio in uno di quei palazzi storici che ho trovato il mio grazioso appartamentino. Della storicità ovviamente si apprezza l’estetica, un po’ meno la disfunzionalità. Diffetto primario: spifferi vari ed eventuali da sopra, sotto e a latere delle finestre. Ed è qui che generalmente si consuma la tragedia:

1) i rumori esterni mi accompagnano stile concerto rock durante tutta la notte

2) in tempo di pioggia, tempesta e gelo, lo spiffero non calza proprio a pennello.

Alla luce dunque del mio palese problema, la settimana scorsa, sono stata più che lieta di partecipare ad un evento tenutosi al Nhow Hotel (per capirci le torri oblique) di Rho Fiera (MI) organizzato da Spi Finestre .

L’ho trovato particolarmente interessante per la mia situazione, proponendo inoltre delle soluzioni innovative sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista estetico.

Tecnico perché sono riusciti a realizzare un prodotto ecocompatibile grazie all’utilizzo congiunto di PVC e legno naturale, dal provato isolamento termico e isolamento acustico. Durante l’evento abbiamo, infatti, potuto assistere ad una vera e propria dimostrazione di come la tecnica di Spi Finestre sia afficace a fronte di rumori assordanti e freddo invernale.

Estetico perché si sa il legno è un materiale dal comprovato fascino.

Un’ulteriore riflessione è da fare sull’utilizzo di materiali altamente ecocompatibili: sinceramente non amo accendere i termosifoni d’inverno, né tanto meno le stufe sia per una questione di rispetto ambientale, sia perché non trovo salutare lo sbalzo termico che si subisce nel passare da ambienti molto caldi, al freddo degli esterni. Credo che con un sistema di finestre così attento come quello proposto da Spi Finestre si potrebbe notevolmente ridurre l’utilizzo di stufe, stufette e termosifoni e guadagnarne in salute.

Insomma devo dire che uscita dall’evento, l’unica cosa che mi è rimasta da dire è “Voglio quella finestra anche io!

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“Soffocare” vs “Soffocare”

Sono sempre stata di un parere ben preciso riguardo la questione“Libro o Film?” Ovviamente quando il libro ti prende fino in fondo, non c’è modo che il film possa farti lo stesso effetto. Anzi devo dire che ci sono molte più possibilità ti deluda. Da tanti punti di vista.

Nello specifico mi riferisco al celebre romanzo di Chuck PalahniuckSoffocare” e del meno noto e omonimo film diretto da Clark Gregg. La differenza principale che ho notato, tra il libro e la versione cinematografica, è che in quest’ultima appare evidente la superficialità registica con cui viene trattata la sceneggiatura: il libro offre innumerevoli spunti all’immaginazione, che vivono l’uno in funzione dell’altro. Il percorso tracciato da Palahniuck è disseminato d’immagini erotiche, soffocanti, esilaranti, squallide. Montagne russe di situazioni grottesche s’intrecciano ad attimi di riflessione personale del protagonista, Victor, studente di medicina fallito, dalla vita familiare quanto mai surreale e pungolato costantemente da due ossessioni: il sesso e la solitudine.

Il film a mio parere banalizza tutta la situazione, presentandoci una rilettura del libro “scolastica” e poco originale. Per tanto alla domanda: “Libro o Film?”, la mia risposta non può che essere Libro tutta la vita!!!

Akuel Skyn: il sesso come dovresti sentirlo!

Secondo il Kamasutra il sesso è lo sport dell’amore, ma anche un modo per entrare in sintonia con il proprio partner: sopra, di lato, farfalla, seduti, stesi, 69, in piedi, ….

Akuel sembra aver colto appieno questo spirito, tanto da aver inventato un condom rivoluzionario! D’ora in poi il sesso si potrà davvero sentire grazie all’effetto “seconda pelle” dei nuovi Akuel Skyn …. come se il tuo partner non indossasse nulla.

Come è possibile? Il merito è tutto di un nuovissimo materiale completamente anallergico:

Il Sensoprene è un innovativo materiale, quasi impercettibile, più liscio e flessibile di un comune preservativo in lattice, ma che garantisce la stessa resistenza.
Rispetto al lattice il Sensoprene™ è più confortevole, più semplice da srotolare e indossare e si adatta meglio all’anatomia del corpo.

Che dire l’importante è sentirlo, commentarlo, votarlo e chi più ne ha più ne metta!!

PS: si ringrazia Spazio2D per la collaborazione al video

Akuel Skyn
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Dalì: verso il sogno

h 12:15 Arrivo Palazzo Reale, Piazza Duomo 

Condizioni meteo: classico tempo milanese (pioggia sottile e nuvole grigie diffuse) aggravato da vento gelido.

h 15:00 Ingresso Mostra 

Premesse concluse, la mostra “Dalì: il sogno si avvicina” raggiunta dopo un percorso irto e accidentato, ha soddisfatto qualsiasi tipo di aspettativa. L’esposizione , incentrata  sul rapporto tra l’artista e il paesaggio, si articola in 4 diverse sezioni e affascina per la presenza di alcune “chicche”, che rendono unica l’esposizione milanese.

Partendo dalla Stanza della Memoria, dove troviamo una riproduzione della Venere di Milo con cassetti, si passa alla Stanza del Male , ipnotizzante in ogni dipinto in particolare Il volto della Guerra. Il percorso procede con la Stanza dell’Immaginario e la  Stanza dei Desideri in cui si riproduce per la prima volta la sala Mae West, che viene realizzata esattamente come ideata dallo stesso Dalì. Seguono la Stanza del Silenzio, al cui interno si trova un piccolo spazio dedicato alla proiezione di “Un chien andalou” e “L’age d’or” sceneggiati con l’amico Luis Bunuel. Ai arriva così alla Stanza del Silenzio, per poi accedere all’ultima sala dove si riproduce “Destino” cortometraggio realizzato in collaborazione con la Disney edito solo nel 2003.

Tips & Tricks: prenotare la visita direttamente su Internet, ed evitare possibilmente  il weekend. Spendere 5€ in più e munisrsi di audio guida, davvero ben realizzata, semplice e precisa con approfondimenti legati all’opera dell’artista e testimonianze inedite.

Per finire davvero complimenti al curatore della mostra Vincenzo Trione e all’allestitore Oscar Tusquets Blanca. Unica nota stonata: la pessima gestione delle prenotazioni e della fila all’ingresso.

Anche in “quei giorni”…

Ci risiamo: mancano solo 2 settimane, ma nell’aria aleggia la loro presenza.

Capelli impettinabili, umore altalenante, lotta continua contro lo specchio (pare che niente vesta come deve). Ogni azione è generata da una spinta compulsiva. ….. -10, -9, -8…

Manca solo una settimana: fame irrefrenabile, specchio ufficialmente mandato a quel paese, isterismo a livelli massimi, ormai non cammini più, rotoli tanto sei gonfia. “Monti e colline” in “versione autunnale” spuntano all’improvviso in piena guancia…. -3, -2, -1: eccoci!

Tutto sembra tornare alla normalità, anche se il pensiero resta uno solo: “come vorrei poter essere O.b.*!”

Essere O.b. si può, evidentemente, anche al termine del conto alla rovescia, e con una serie di vantaggi. Pro Comfort, SilkTouch, Protezione a mio avviso le parole chiave. Ce n’è per tutte alte e basse, bionde o more, “mini” o “maxi”. Il tutto perché dopo montagne russe umorali, mutazioni genetiche e fame chimica, almeno quei giorni O.b. ce li siamo proprio meritati!!!

*Per chi mastica un po’ di tedesco, non dovrebbero esserci problemi di traduzione, per gli altri invito a fare appello alle proprie capacità intuitive

 

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Promozione Intimissimi Supervaluta(ta)

Non so se perché davvero mi sembrasse una buona idea, o perché esaltata dal primo giorno di uscita dall’ufficio in orario consono ad un giro tra esseri umani, decido di recarmi proprio in quel punto vendita Intimissimi nei pressi di Campo de’ Fiori che aderisce all’inziativa 3€ per un reggiseno.

In breve: Intimissimi Supervaluta reggiseni usati per cui indipendentemente dalla marca e dallo stato, nei punti vendita aderenti, hai la possibilità di guadagnare 3€ a reggiseno consegnato, e una coscienza più pulita (???). Parrebbe che i reggiseni servano anche per realizzare pannelli isolanti e fonoassorbenti. Questo è il sito www.ovat-srl.it (non riuscirete ad aprirlo nemmeno dal sito Intimissimi almeno in questo momento).

Comunque arrivata fiera al negozio, presa dall’imbarazzo alla richiesta “Posso aiutarla?” mi affretto a richiedere slip basic senza cuciture. Nella confusione più totale, accenno anche a vecchi reggiseni, portati proprio per aderire all’iniziativa. La commessa per nulla scossa dalla mia affermazione, continua a tirare fuori qualsiasi cosa in tinta con i suddetti slip. Ok va bene, magari anche io mi sono fatta un po’ prendere la mano: ad un certo punto è saltato fuori anche un pigiama. Tralasciando il resto, giunge l’ora di andare alla cassa. Ribadisco la mia smania di partecipare all’iniziativa. La commessa “schizzata” mi chiede quanti reggiseni avessi, io rispondo “quattro!”; lei  per tutta risposta in un crescendo di schizofrenia e risatine mi dice che posso consegnarne solo DUE, parlandomi anche di qualche donna leggendaria dai 30 reggiseni. PENSA TE, che sfacciata!

Lascio in ostaggio la mia merce di scambio, e con prodotti nuovi di zecca acquistati in piccolissima parte con i miei fantastici 6€ (meritatamente guadagnati) e tanta perplessità, me ne torno a casa.

A questo punto mi domando e chiedo: shopaholic io o le modalità di partecipazione non erano poi così chiare? Mea culpa per le “distrazioni” in loco…. O forse anche no….

Un pomeriggio MAXXI

Roma si sa, è un museo a cielo aperto. Rovine in pieno centro impreziosiscono le strade della città Eterna. Ecco però che  tra il Colosseo e il Vittoriano affiora un’esigenza: vivere almeno un pomeriggio nel presente o meglio nel futuro, e chiudersi in un museo di arte contemporanea ed architettura, mi è sembrata davvero un’ottima idea.

Incipit a parte, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, “al secolo” MAXXI progettato dalla celeberrima archistar Zaha Hadid si staglia, tra l’Auditorium di Renzo Piano e il Padiglione dello Sport di Pier Luigi Nervi, in tutta la sua imponenza e particolarità. Check in obbligato all’installazione, all’ingresso del museo: la Calamita Cosmica (Gesso, polistirolo, resina sintetica, anima in ferro, collante vinilico 870x2400x630) di Gino De Dominicis, artista romano di cui l’esposizione continua anche all’interno dell’edificio.

In linea generale il filo conduttore delle mostre permanenti all’interno del museo è lo SPAZIO: da molti lavorato fisicamente per rappresentare la realtà che li circonda, altri invece ne colgono l’aspetto figurato ricercando gli spazi della mente e della memoria. Ma lo spazio è anche quello che viene definito dalla società e dal contesto geografico, storico e culturale.


Tuttavia aldilà della descrizione gentilmente fornita dalla guida alla mostra, ciò che per me rimane la vera opera d’arte è l’edificio stesso. Un percorso intricato, che si snoda tra piani sfalsati e impressionanti salti nel vuoto: ha attirato tutta la mia attenzione, tanto da esplorare il labirinto in balia della totale assenza di orientamento, spinta da una profonda curiosità e voglia di sorpresa. Emozionante in ogni suo angolo, il MAXXI attira l’attenzione facendo quasi dimenticare le esposizioni al suo interno. Un’opera d’arte che fagocita le altre. Impressionante.

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